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Corteccia: un progetto in divenire


Anita Ballabio, insieme ad Alice Angelotti, è fondatrice della libreria Corteccia, aperta a Milano nel 2014. Durante la pandemia Corteccia ha aderito a Bookdealer, di cui fa parte.

Come è nato il vostro progetto?

Un progetto, secondo noi, nasce dall’unione e dalla condivisione di idee. È la contaminazione che fa crescere ed esplodere la necessità di trasformare un sogno in un progetto. Così è nata “Corteccia”!
Avevamo entrambe il sogno della libreria e quando ci siamo conosciute ci siamo raccontate l’una all’altra. Da quel momento il sogno si è trasformato in un progetto comune e ci è subito parso chiaro che la condivisione lo aveva reso tangibile.

Guardando indietro, come è avvenuta la progettazione? Cosa rifareste oggi, così come avete già fatto, avviando un nuovo progetto? Cosa fareste in modo diverso?

La prima cosa che abbiamo fatto è stata parlare con una nostra collega che avrebbe aperto una libreria indipendente a breve. Ci siamo fatte raccontare come aveva agito. Subito dopo abbiamo preso contatti con il grossista che avrebbe fornito i libri per capire quale fosse la cifra necessaria per un primo impianto di libri. A questo punto il progetto prendeva una forma sempre più reale e quello che ci sembrava insormontabile si è ridimensionato.
In seguito abbiamo seguito dei corsi per capire come gestire fiscalmente e praticamente una Partita Iva. Dopodiché è stato tutto molto veloce, ma incredibilmente tutti i pezzi del puzzle si incastravano alla perfezione.
Non c’è nulla che faremmo diversamente, potrà sembrare presuntuoso ma la follia di quei mesi è la molla che ha fatto scattare il meccanismo. Ogni difficoltà è stata fonte di ispirazione e nella nostra testa il pensiero “lo stiamo facendo davvero” è stato per noi il vero motore. Siamo state incoscienti e abbiamo rischiato molto, ma non avevamo nulla da perdere!

Ci sono stati elementi/eventi che non era possibile prevedere e che avete incontrato nel processo di consolidamento del progetto e che lo hanno cambiato? Come?

Il rapporto che più ci spaventava era la relazione con le istituzioni: il Comune, lo Stato, le tasse. Era anche il meno prevedibile, ma lo abbiamo affrontato e nel tempo si è ridimensionato. Il nostro era già un progetto che presentava moltissimi elementi di imprevedibilità; perciò, eravamo preparate ad affrontare situazioni non note!
Nel tempo, di cose imprevedibili ne sono successe molte. Quella che più ci ha spiazzato e messo in difficoltà è stato il cantiere della metropolitana M4 (nei pressi della sede della nostra libreria). In quel momento è cambiato il nostro modo di vedere il futuro, abbiamo avuto davvero paura di chiudere.
A quel punto l’unica cosa da fare era chiedere aiuto e la risposta è stata sorprendente! La percezione che avevamo di noi fino ad allora è cambiata moltissimo e ci siamo rese conto che potevamo concretamente fare affidamento su una rete di amici librai che, in quel momento di difficoltà, ci ha sostenuto.

A che punto è ora il progetto Corteccia?

È in costante divenire, Corteccia è solo un punto di partenza di molti altri progetti che prenderanno vita non appena le finanze si saranno consolidate.
La collaborazione con le altre librerie di Milano e la creazione della festa “Hai visto un re?” è solo una delle cose che vorremmo continuare a progettare.

Foto Mel Poole @Unsplash

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