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I Trend del 2023: conferme e aggiornamenti su cosa stanno finanziando le Fondazioni


In febbraio abbiamo tenuto un webinar dedicato agli abbonati del Bando nella matassa per segnalare i temi che avrebbero richiamato l’interesse degli enti finanziatori nel corso del 2023 (se vuoi ricevere le slide, puoi scriverci qui).
Mancano sette mesi alla fine dell’anno: ci siamo chiesti se le nostre previsioni siano state rispettate e se i trend che avevamo individuato possano continuare a guidarci nella programmazione strategica delle nostre organizzazioni. In effetti, molti dei temi evidenziati si stanno depositando negli obiettivi di finanziamento delle Fondazioni (come, per esempio, il supporto alla digitalizzazione e ai processi di capacity building).

 Alla luce del 2023 Ariadne Forecast (nato dall’ascolto di 195 persone che operano all’interno di fondazioni erogative europee) e di questi primi mesi dell’anno, possiamo fare qualche passo in più per affiancare al meglio gli enti non profit, le start up, gli enti di ricerca.

Secondo Ariadne, a livello europeo sono 3 le questioni politiche di maggiore rilievo sui cui si interrogano gli enti finanziatori:

  • il COVID19 e i suoi effetti
  • la guerra in Ucraina
  • la vittoria delle destre in alcuni paesi europei.

Tali questioni rimandano a una varietà e trasversalità di bisogni e di temi, tra cui la tutela sia dei giornalisti sia degli attivisti dei diritti umani, sociali e politici, e il contenimento delle disuguaglianze. A ciò si lega un tema più specifico, ma molto attuale, che è l’accesso all’istruzione (secondaria, specialistica e universitaria).
Per far fronte in modo strutturale a questi bisogni gli enti finanziatori iniziano ad aprirsi alla possibilità di creare partenariati tra pubblico e privato, andando oltre la mera erogazione di fondi.

Le fondazioni europee interpellate da Ariadne evidenziano una maggiore consapevolezza rispetto dell’aumento della povertà, che oltre a incidere direttamente sulla vita di molte persone, incide indirettamente sulla cultura (e sull’accesso a essa) e sulle organizzazioni non profit di minori dimensioni; a queste ultime spetta il presidio dei territori ed è grazie alla loro presenza che è possibile individuare e raccogliere i bisogni specifici delle persone e delle organizzazioni che quei territori li abitano e li vivono. Cresce quindi l’allarme, da parte delle fondazioni, che deriverebbe dalla loro perdita. Da queste considerazioni la consapevolezza di rafforzare al loro interno la cultura del fundraising, che permetta a loro di rispondere a questa situazione e accompagnarle verso la definizione di nuove strategie e visioni rispetto al futuro.

Il report di Ariadne si sofferma anche sulla situazione in Italia, evidenziando due aspetti che incrociano la vita delle organizzazioni non profit e che possono diventare leva di cambiamento rispetto al futuro: la riforma del terzo settore e il PNRR. Entrambi fungono da elementi sovrastrutturali che potrebbero essere finalmente l’occasione per generare un nuovo e più sostenibile modello di co-progettazione e co-pianificazione tra autorità locali, fondazioni e organizzazioni.
In particolare, le Fondazioni private sembrano sempre più disposte a porsi quali elemento fondante di un nuovo modo di progettare. Proprio da questa esigenza nasceva, tra l’altro, la riforma del terzo settore – adesso purtroppo più concentrata a risolvere temi giuridici, burocratici e fiscali.

Nel nostro Paese, le Fondazione bancarie – che operano con la garanzia di avere a disposizione fondi erogativi certi, vincolati per legge – restano una certezza e sono le uniche realtà che possono vantare una capacità erogativa in crescita. In direzione opposta vanno invece le Aziende, il cui potenziale erogativo non decolla (vd. Italian Giving Report 2023).

Ma cosa viene ritenuto particolarmente importante nel 2023 dagli enti erogatori in Italia?
Sono 5 gli ambiti di interesse che abbiamo individuato:

  • istruzione
  • benessere dei giovani
  • disuguaglianze
  • povertà
  • violenza contro le donne (grande assente degli ultimi anni, che inizia a radicarsi e a prendere spazio).

Concludiamo con un affondo relativo ai trend globali. Cresce l’interesse per la digitalizzazione, anche nell’ottica dei diritti digitali. La giustizia climatica entra nell’agenda di molti enti finanziatori di tutto il mondo. Inizia a diffondersi la pratica del Participatory Decision Making: l’ente finanziatore partecipa attivamente nella definizione e nello sviluppo dei progetti, sin dalla loro ideazione. A questo aspetto è strettamente connesso il Long term Course Supporting, cioè il contributo di base di lungo termine. Ne è un esempio concreto la Fondation de France, che finanzia progetti che abbiano una durata minima di tre anni.
In esso leggiamo un nuovo atteggiamento da parte degli enti finanziatori: erogare un contributo non significa più solo versare un corrispettivo economico per realizzare un progetto, ma partecipare concretamente alla sua realizzazione, creando relazioni autentiche, che implicano collaborazione, conoscenza e compassione (com-passione).

Foto di Oleg Laptev @Unsplash


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