Aiutare chi aiuta

Abbiamo chiesto a Pierfrancesco Drago, Responsabile delle risorse umane e Direttore del Dipartimento sviluppo organizzativo per Medici senza frontiere di raccontarci come una organizzazione che offre aiuto riesca e voglia aiutare sé stessa.
Ci ha indicato le attività che sono state messe in pratica da MSF nel tempo per offrire un sopporto concreto ai propri dipendenti. Si tratta di azioni necessarie a garantire il benessere di persone che lavorano sul campo, ma anche di servizi pensati e rivolti a tutto il personale.
L’attenzione all’offrire aiuto, che caratterizza la missione dell’ente, si riverbera in tutti i livelli in cui opera. Si riconosce una necessità tangibile di affiancare tutto lo staff, perché dal benessere di chi lavora nelle nostre organizzazioni deriva il benessere dell’organizzazione stessa.



Medici Senza Frontiere (MSF) è un’organizzazione non governativa che offre assistenza medico-umanitaria in più di 70 paesi, per supportare persone colpite da conflitti, catastrofi naturali, epidemie o escluse dall’assistenza sanitaria. In MSF lavorano professionisti provenienti da diverse aree del mondo, molti dei quali assunti direttamente nei paesi in cui operiamo.

Il nostro staff comprende operatrici e operatori umanitari che lavorano nei progetti, spesso in contesti difficili – tra cui medici, infermieri e personale sanitario ma anche logisti, responsabili delle risorse umane, mediatori interculturali, autisti, e molte altre figure professionali – e il personale che lavora nei centri operativi e negli uffici dell’organizzazione, che provvede principalmente alle attività di comunicazione e advocacy, reclutamento del personale umanitario e raccolta fondi.

Nel corso degli anni, MSF ha sviluppato a livello nazionale e internazionale non solo servizi e processi per rispondere a richieste di aiuto e di supporto del proprio staff, ma anche canali di comunicazione riservati per accogliere denunce e segnalazioni in merito a comportamenti inappropriati o illeciti.

Al nostro personale umanitario in missione viene messo a disposizione un servizio di supporto psicologico in caso di difficoltà o eventuali esperienze traumatiche vissute nei contesti dove operiamo, oltre a continue occasioni di confronto per ricevere un feedback sull’esperienza vissuta. Il supporto psicologico può essere offerto, in determinate circostanze, anche al personale che opera negli uffici.
Lo staff può inoltre denunciare la commissione di reati civili e penali attraverso l’Organismo di vigilanza, organo istituito a seguito dell’adozione del modello organizzativo ai sensi del d.lgs231/01.

Vi sono poi dei canali di comunicazione riservati per condividere situazioni complesse come quelle di eventuali abusi subiti o altri comportamenti che violano il codice etico di comportamento di MSF. Questi canali sono gestiti da personale esterno all’organizzazione specificatamente formato, con il duplice obiettivo di proteggere la persona e segnalare chi ha violato il codice. Questi canali possono essere diversi per il personale in missione e per il personale degli uffici ma hanno il medesimo obiettivo.

Per supportare i propri dipendenti e il loro benessere, MSF pone particolare attenzione alle richieste individuali di ciascuna persona, che possono essere su aspetti amministrativi del proprio contratto di lavoro in particolare riguardanti questioni di salute che richiedono cosiddetti trattamenti di miglior favore rispetto a quanto già previsto dalla legge e dal contratto collettivo. Tra le richieste, in via principale, vi sono quelle di part-time e aspettative.

Indipendentemente dal numero di segnalazioni o dalle richieste di supporto ricevute, e dalla fruizione dei servizi messi a disposizione del personale, è essenziale che questi strumenti siano garantiti per il benessere del nostro staff e della stessa organizzazione.

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Foto Markus Spiske @Unsplash