<<Adattamento oggi è ‘il’ tema, ma aggiungerei anche che non è il tema solo di oggi. Soprattutto non lo è per le realtà che ci sono vicine, perlomeno negli ultimi anni>>.
Nicola Brugnatelli è responsabile della sede milanese di Banca Popolare Etica, l’istituto nato nel 1999 per volontà delle organizzazioni dell’economia solidale italiana cui è sin da allora specificatamente vocata.
Con il risparmio raccolto la Banca finanzia infatti organizzazioni che operano in quattro settori specifici: cooperazione sociale, cooperazione internazionale, cultura e tutela ambientale.
Un dato verificabile e pubblico: Banca Etica è l’unica banca in Italia che mostra sul proprio sito tutti i finanziamenti erogati.
<<Le organizzazioni oggi cercano di adattarsi al mondo che cambia ed è cambiato, come sono cambiate esigenze e necessità.
Aggiungo che in più c’è diffuso un adattamento a un nuovo stile di vita: vuol dire che le persone hanno priorità diverse, o meglio hanno mutato l’ordine delle loro priorità -pur magari confermandole-.
Se guardiamo alle realtà che si rivolgono a noi, innanzitutto primeggia un costante adattamento alla normativa, che è fortemente cambiata per il Terzo settore. Anche se dovremmo chiederci se è la riforma che ha cambiato il comparto o piuttosto se il cambiamento era già avvenuto, e la riforma ne ha solo preso atto.
Poi ovviamente c’è l’adattamento anche alla crisi, a questa inedita e drammatica situazione portata dalla pandemia.
È un adattamento forzato, non voluto, imprevisto. E molto irruente: non ti concede tempo.
Io ritengo quindi che quel che può fare davvero la differenza, ciò che è fondamentale, sono le persone. Le persone intese come soggetti dotati di competenze tecniche, certo, ma anche come soggetti dotati della capacità personale a essere flessibili, elastici quasi, e farlo pure piuttosto velocemente in un mondo che è molto veloce.>>
Non solo adattarsi, allora, ma capire, ovvero essere in grado di fare collegamenti?
<<Una questione intellettuale, un po’ come se il nostro cervello fosse il processore di un computer, ma interno al cranio. Se in un computer conta la memoria ram, per stare nella metafora, la chiave di successo è avere tanta ram.
Tradotto, significa essere capaci di aprire più finestre nello stesso momento: devi essere attento alla normativa, alle richieste dei clienti, e al fatto che i collaboratori stanno vivendo la stessa situazione che vivi tu.
Tante finestre portano inevitabilmente a stress, e questo va gestito. Ma è anche un modo per essere costantemente vigili. Incanalare lo stress in un attivismo positivo diventa importante: non essere fiacchi ma stare sul pezzo.
Due esempi di organizzazioni che se la sono cavata, in un processo di adattamento virtuoso: la prima è una start up che ipotizzava di organizzare una nuova fiera, innovativa nel prodotto ma standard nella modalità, ovvero con presenza fisica, i classici stand e i visitatori.
Con lo scoppio della pandemia si sono messi a cercare, in giro per il mondo, una soluzione e hanno mutato l’idea su una fiera digitale, di successo.
Il secondo esempio è nel mondo dell’accoglienza turistica, pesantemente colpita dalla crisi. La struttura ha trasformato le stanze in zone dedicate al bar, mantenendo lo stesso numeri di tavoli pur col distanziamento. In tutti e due questi esempi, le chiavi del successo sono state innovazione e fantasia>>.
Ma non tutti ce la faranno.
<<Questo purtroppo è certo, con la differenza che oggi il dato non è ancora così evidente. Alcune categorie devono preoccuparsi di più, chi ha spalle più coperte può cavarsela.
Ma una cosa importante su cui puntare forte è la formazione del proprio personale. Si dà il lavoro agile per scontato, ma un conto è la risposta all’emergenza, un’altra cosa è strutturare una strategia. Ovvero in emergenza posso accettare malfunzionamenti e tempi morti, non nella quotidianità.
Anche perché non si tornerà più indietro. Nessun vaccino ci ridarà il mondo che conoscevamo fino allo scorso marzo. Anche per questo Banca Etica non può avere come obiettivo semplicemente quello di fare credito, sia pur in un certo modo. Dobbiamo avere l’obiettivo di fare crescere ed essere partner delle organizzazioni. Ragionare in termini di sistema. Vuole anche dire saper dire dei no, far capire anche al sistema che alcune cose -almeno così- non hanno più senso di esistere>>.
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