Nutopia

Ariele ha sedici anni e sta per intraprendere un viaggio.
“Sapeva che sarebbe arrivato il momento, era tutta la vita che lo attendeva”. In realtà non è proprio un viaggio: si tratta di un rito, il Passaggio.
“Era anche a questo, che serviva il Passaggio. A comprendere quando fossero ampi i confini dell’umano”.

La cerimonia prevede che, agganciati a un “cordone ombelicale”, i giovani umani divengano “neoadulti” compiendo un giro di rotazione intorno a una stazione spaziale, una grande ruota di circa 400 metri, “allacciati al mozzo centrale e mossi dalla forza di inerzia della pressione iniziale che, alla fine dei 5 chilometri della loro orbita, li avrebbe riportati al punto di partenza”. Due ore in tutto.

Ariele si ritrova nel vuoto cosmico: “Sulla sinistra apparve il disco della Terra, simile a un occhio gigantesco. Le sembrò di essere immobile, sospesa per sempre nel nulla, in una condizione di stasi incantata, divenuta lei stessa un corpo celeste. E proprio come un corpo celeste, stava seguendo il corso della sua personale rivoluzione”.

La storia di Ariele è raccontata in “Nutopia” di Stefano Carducci e Alessandro Fambrini.

È un racconto di fantascienza: l’umanità ha affrontato una catastrofe, chiamata “Epidemia”, che l’ha quasi fatta scomparire. Il mondo nuovo che rinasce dalle macerie di questa catastrofe ha regole di vita differenti dalle nostre, novità comportamentali e questo rito di passaggio. Il Passaggio -rimanere soli nello spazio, senza suoni, senza tatto, senza luce, senza cibo, fluttuando nel vuoto- diviene il meccanismo attraverso il quale i superstiti, dispersi sul Pianeta e nelle stazioni orbitali, rinsaldano la loro unione, mentre tentano di rimettere in piedi un mondo.

Il Passaggio, l’esperienza estrema del vuoto, diventa obbligatorio per tutti gli adolescenti, ed è metafora del superamento dell’impasse globale, approdo alla maturità per la civiltà umana.

Il racconto di Carducci e Fambrini è contenuto nell’antologia “Assalto al Sole” (Delos, 2020), raccolta di racconti riconducibili al genere “Solar Punk”, quella tipologia di fantascienza che immagina un futuro migliore, basato su tecnologie sostenibili e stili di vita cooperativi.


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