fbpx

Qual è il tuo frattale?


La domanda ricorrente di questa newsletter

Crediamo che ogni organizzazione abbia un proprio frattale, consapevolmente o inconsapevolmente. Anche noi, mentre ci apprestavamo a definire il tema di questa newsletter, ci siamo chieste e chiesti quale fosse il frattale di Excursus +. Senza suggerircelo, abbiamo fornito la stessa risposta. Cioè, l’Ascolto: è per noi quell’elemento che si ripete sempre e che è contenuto in tutto ciò che facciamo, assumendo forme e modelli diversi nelle sue declinazioni e attraverso i servizi che offriamo.

Abbiamo posto questa domanda anche a due persone che lavorano in organizzazioni molto diverse tra loro, mettendole a confronto.

La prima è Federica Maltese, Segretaria Generale e Responsabile Fundraising per Mus-e Italia Onlus. Mus-e, che nel 2022 è diventata una Fondazione, si occupa di povertà educativa ma soprattutto di bambini e di viaggi (molto particolari), organizzando percorsi che li accompagnano nella crescita attraverso l’arte e l’esperienza.

La seconda è Flavia Pace, progettista per IAL Innovazione Apprendimento Lavoro Lombardia Srl Impresa Sociale che opera nel settore della formazione professionale attraverso le sue 15 unità organizzative dislocate su tutto il territorio lombardo e che, in continuità con l’ente di formazione accreditato IAL CISL Lombardia attivo a partire dal 1955, realizza attività in obbligo formativo, di formazione superiore, continua e permanente e servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro.
Mus-e una realtà in crescita, con progetti molto innovativi.
IAL offre servizi incentrati sulla crescita delle persone.
Ecco cosa ci hanno risposto.

Qual è il frattale della vostra organizzazione? 

FEDERICA MALTESE: La domanda è interessante perché l’individuazione di questo “frattale” è ciò che ha portato, un anno fa, alla nascita della Fondazione.
Mus-e esiste come progetto da trent’anni a livello europeo, e dal 1999 in Italia: le nostre sedi locali, sparse un po’ in tutta Italia, hanno nel tempo sviluppato format più o meno autonomi, con elementi ricorrenti ma anche molto diversi tra loro. Due anni fa abbiamo iniziato un percorso per individuare ciò che avevano in comune, che andava tenuto, migliorato, rafforzato: siamo arrivati a individuare un format unico, che è l’elemento ricorrente, l’unità base, di ogni percorso Mus-e, replicabile e scalabile in ogni classe e territorio in cui interveniamo. È un format che vede una parte di laboratorio artistico, con l’alternanza di almeno due discipline nei tre anni, una parte di coinvolgimento delle famiglie dei bambini, e un’uscita didattica all’anno, sul territorio, accompagnati dai nostri artisti. Questa unità base, declinata e personalizzata dalle caratteristiche tipiche di ogni disciplina e di ogni artista, ha come obiettivo quello di contrastare la povertà educativa nei bambini delle scuole pubbliche primarie più in difficoltà: mettendo il bambino al centro, restando nelle classi almeno tre anni e lavorando in sinergia con la comunità educante, Mus-e ritiene di dare il suo piccolo ma significativo contributo!

FLAVIA PACE: Il nostro frattale è lavorare con ciò che è “periferico”, con chi sta più lontano o fuori da un punto di vista geografico o sociale. Soprattutto con le persone che stanno nelle periferie, e che per noi sono importanti. Nella nostra società, ad esempio, i giovani NEET, i disoccupati, gli inoccupati o le persone con disabilità stanno fuori, nella periferia; per noi invece diventano la centralità. Ma non solo, la periferia caratterizza anche la nostra struttura, con le nostre sedi diffuse per arrivare in diversi territori: in Lombardia arriviamo in tutte le provincie (eccetto quella di Pavia), anche in zone periferiche, appunto.

Possiamo considerare periferico anche il mercato in cui ci muoviamo: i servizi che eroghiamo, costituiti sia dalla formazione professionale sia dall’offerta di servizi per il lavoro, si rivolgono a noi aziende, professionisti ma anche a persone che solitamente stanno ai margini. Penso, ad esempio, alla formazione professionale dei giovani fuoriusciti dal sistema scolastico oppure ai lavoratori che escono da crisi di aziende e che possono rientrare nel mondo del lavoro proprio grazie a percorsi di formazione e di accompagnamento.

Come applicate il vostro frattale nei diversi servizi che offrite e all’interno della vostra organizzazione?

FEDERICA MALTESE: La metodologia Mus-e nasce da un’intuizione del compositore e pedagogo unghereze Zoltan Kodaly: lui credeva che la musica – ma tutte le Arti in generale – grazie al linguaggio non verbale che le contraddistingue, potessero essere un veicolo di pace e inclusione. Il nostro fondatore, Yehudi Menuhin, aveva vissuto l’orrore della Seconda guerra mondiale e sognava un mondo di pace: partire dai bambini, era per lui il modo migliore per formare futuri cittadini attenti all’altro, al rispetto e all’ascolto. Oggi, trent’anni dopo, in un clima che ci vede ancora alle prese con razzismo, diffidenza, ghettizzazione delle fasce più deboli, esclusione dei più fragili dai circuiti culturali, crediamo sia ancora più importante dare accesso alla Bellezza ai bambini che partono con meno risorse economiche o sociali. In questo senso, il messaggio e l’intuizione di Menuhin è quanto mai attuale. 

FLAVIA PACE: IAL Lombardia, fa parte di una rete più grande di IAL regionali, coordinati da IAL Nazionale che nasce nel 1955 per volere della Cisl e che da allora è cresciuto e si è evoluto per assumere la forma che ha oggi. La sua natura di Srl Impresa Sociale ne definisce il DNA: una impresa che offre servizi e deve garantire la copertura dei costi, ma che ha anche delle responsabilità verso l’esterno. E proprio da questa responsabilità risulta la sua finalità sociale, il mettere al centro la persona in termini di inclusione e partecipazione. Questi temi, legati alla perifericità, caratterizzano tutte le nostre attività, anche internamente.
A questo proposito una delle attività che ben ci rappresenta è il coinvolgimento di un collega all’interno del CdA, per favorire la partecipazione e la condivisione all’interno dell’organizzazione.
Questo tipo di scelte ci permette di trovare e sperimentare nuove modalità di lavoro. Un altro esempio: stiamo realizzando un progetto europeo Erasmus sul primo inserimento nel mondo del lavoro di ragazzi con disabilità. Il nostro approccio è stato quello di studiare casi simili in Europa (Belgio, Romania, Spagna, Findlandia, Francia), per confrontarci e cercare nuovi modelli da importare e adattare alla nostra visione a beneficio, indirettamente, di tutta l’utenza. Questo è l’approccio che ci caratterizza e che ci distingue.

***

Abbiamo chiesto quale fosse il loro frattale anche ai due artisti Gianni D’Anna e Haebel (Antonio D’Anna) che abbiamo intervistato qui e a Paolo Cottino.

Lo chiediamo anche a te:
qual è il tuo frattale? Quale quello della tua organizzazione?
Raccontacelo qui.

Foto Giulia May @Unsplash