L’eredità di Francesco Novara

Ricorre il 23 gennaio l’anniversario della morte di Francesco Novara, lo psicologo del lavoro torinese, scomparso nel 2009.

Conosciamo Novara soprattutto per la collaborazione, iniziata nel 1955, quando aveva 32 anni, con il centro di psicologia Olivetti fondato da Cesare Musatti, il padre della psicologia del lavoro italiana.
Del centro Novara sarebbe diventato responsabile vent’anni dopo.

Alla figura di Francesco Novara è dedicato un agile libro scritto da Ugo Morelli e Giuseppe Varchetta e pubblicato sul finire del 2021 da Guerini.
Morelli è noto a questo pubblico: psicologo, studioso di scienze cognitive, insegna all’Università di Napoli. Varchetta, psicologo dell’organizzazione, è stato professore a Milano Bicocca.

Entrambi hanno ben conosciuto Novara, e dal suo insegnamento -ricostruito anche attraverso il racconto delle loro frequentazioni professionali e conviviali- partono per una riflessione sulle profonde trasformazioni che il mondo del lavoro sta subendo, rapidissime e dagli esiti difficili da definire.

“La stretta connessione tra vita affettiva e lavoro -scrivono Morelli e Varchetta-, tra dato originario interno e opera, come avrebbe detto Francesco Novara, tanto indiscutibile quanto misconosciuta nel corso del tempo, è esplosa col capitalismo digitale. […] Se il lavoro è il dato originario interno, come Novara ha sostenuto per tutta la sua vita di studioso impegnato tra ricerca e applicazione, la crisi del lavoro e delle sue trasformazioni mette in discussione un’intera forma di vita sociale come l’abbiamo finora conosciuta”.

Scopri il libro:
https://www.guerini.it/index.php/prodotto/francesco-novara/

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