Formazione, un approccio “conservativo”

A partire dalla metà del secondo decennio degli anni Duemila -secondo i dati raccolti nel rapporto Inapp 2021 Lavoro, formazione e società in Italia nel passaggio all’era post Covid-19-, si registra in Italia un’importante inversione di tendenza in merito alla formazione per gli occupati e l’investimento delle imprese.

In particolare, si rileva come nel 2015 il 60,2% delle imprese con almeno 10 addetti abbia realizzato attività formative, a fronte di una media europea pari al 72,6% (Istat 2017). Il tasso di incidenza delle imprese formatrici sul totale delle imprese – indicatore che misura la propensione all’investimento formativo – raggiunge il valore più alto nella serie storica delle indagini effettuate a partire dal 1993.

La crescita è continuata negli anni seguenti: nel 2018, secondo quanto rilevato dall’indagine INDACO Imprese-CVTS, il 67,8% delle imprese con 6 e più addetti ha investito nell’aggiornamento e nello sviluppo delle conoscenze del proprio personale. La propensione a realizzare interventi formativi cresce con l’aumentare della dimensione aziendale ed è tendenzialmente più ridotta nelle imprese con sede legale nelle regioni meridionali e insulari.

Nel 2018 il 43,2% del totale degli addetti presenti nel tessuto produttivo italiano ha frequentato corsi di formazione. Le donne risultano meno coinvolte nella formazione; la disparità di genere è più accentuata nelle regioni centrali e meridionali/insulari e nel settore secondario.

Infine, l’intensità della formazione, definita come numero medio di ore di formazione per partecipante, è stata in media di circa 22 ore per partecipante, con picchi per le grandi imprese e per il settore terziario. È interessante notare che le donne, pur partecipando a meno corsi di formazione, frequentano generalmente un numero di ore superiore agli uomini.

Per ciò che attiene ai costi e alla spesa per la formazione continua, un primo dato risiede nell’incidenza del costo delle attività corsuali su quello totale del lavoro, pari allo 0,82%. Guardando ai costi orari della formazione, si osserva che un’impresa, in media, ha sostenuto un costo pari a 27,6 euro per ora di formazione. Il costo medio di formazione per partecipante è di 611,6 euro e risulta essere sotto la media per micro (463,6 euro) e piccole imprese (533,1 euro) e sopra per medie (645,3 euro) e grandi imprese (695,1 euro).

<<Si nota da parte delle imprese -si legge nel rapporto- una tendenza pronunciata a investimenti formativi di tipo tradizionale e sulla base di un approccio di tipo conservativo. In generale, tra gli obiettivi che le imprese si prefissano di ottenere attraverso la formazione, il più diffuso, dichiarato da oltre l’80% delle imprese, è quello dell’aggiornamento delle competenze per obbligo di legge. Al secondo posto si posiziona l’aggiornamento di competenze esistenti, mentre solo al terzo l’acquisizione di nuove competenze>>.

PhPhoto by kyo azuma on Unsplash

Lascia un commento