In Excursus+ ci occupiamo di intelligenze artificiali da alcuni anni. Queste tecnologie sono entrate nel nostro lavoro quotidiano: nella progettazione, nella formazione, nella consulenza alle organizzazioni, nelle nostre azioni quotidiane. Le abbiamo adottate senza l’idea di “sostituire” parti del nostro mestiere, ma con la necessità di capire che senso possono generare, come possono accompagnare i processi decisionali, quali spazi aprono e quali rischi introducono. Per noi, questo ha sempre significato partire dalle domande.
Nell’ultimo numero di Vita e Pensiero, Eugenia Montagnini – socia e consulente di Excursus+ – affronta questo stesso tema da un’angolatura che oggi ci appare centrale: la relazione tra intelligenze artificiali e disuguaglianze. Il punto non è quanto siano sofisticati i sistemi, ma come incidono sul modo in cui le persone si orientano nel pensiero. L’aspetto più critico riguarda il rischio che alcune funzioni cognitive vengano progressivamente automatizzate, generando distanze nuove: tra chi mantiene consapevolezza e chi affida all’IA pezzi della propria interpretazione del mondo.
Da questo emergono questioni che toccano la cultura, la politica e la formazione. Diversi autori, autrici e ricerche* lo mostrano da prospettive diverse: l’attenuarsi della vigilanza critica, l’attrazione per risposte immediate, la possibilità che strumenti progettati in contesti specifici amplifichino fratture già presenti.
Tutti elementi che convergono su un punto comune: l’IA non crea disuguaglianze da sola, ma può renderle più profonde se non siamo attrezzati a interrogarla.
La questione allora non è imparare a “usare bene” le IA, ma capire come restare attivi e attive nel modo in cui la abitiamo. La differenza passa, piuttosto che dall’abilità tecnica, dalla capacità di tenere aperto lo spazio della domanda, di riconoscere la complessità dei contesti, di non lasciare che gli automatismi diventino criteri impliciti di lettura. È qui che si gioca davvero il tema delle disuguaglianze: non nella tecnologia, ma nel rapporto che costruiamo con essa e nel modo in cui scegliamo di pensare con l’IA .
L’articolo completo è disponibile nel numero n. 4 2025 di Vita e pensiero, disponibile qui.
* Autori, autrici e ricerche citate da Eugenia Montagnini nel suo approfondimento: Marc Zao-Sanders, Andrea Colamedici, Human Development Report 2025 — UNDP, Fei-Fei Li, Mafe de Baggis, Alberto Puliafito.
Qualche altro approfondimento sul tema a cura di Excursus+, dal 2022 in poi:
- https://www.excursusplus.it/blog/bookcity-2023-le-domande-che-possiamo-farci-nellera-di-chatgpt/
- https://www.excursusplus.it/blog/il-digitale-e-un-modo-di-guardare-il-mondo/
- https://www.excursusplus.it/blog/webinar-dentro-ai-bandi/
- https://www.excursusplus.it/blog/webinar-come-non-usare-le-ai-per-i-tuoi-progetti/
Immagine di copertina @Kenny Eliason @Unsplash