Impariamo dal Bosco

Permacultura, agricoltura sostenibile, accompagnamento all’abitare. Le tre anime di Edilcasa per cogliere il genius loci

di Andrea Mondin, fondatore di Edilcasa (Biella)

Edilcasa è una cooperativa di produzione e lavoro nata a Biella oltre 30 anni fa come impresa edile artigiana. Negli anni ha messo al centro del proprio operato il concetto di generatività, orientando ogni azione a un’idea di ecologia capace di coniugare ambiente e società. Negli ultimi 20 anni abbiamo scelto di crescere nel settore dell’edilizia sostenibile, della bioarchitettura e del risparmio energetico, investendo nella formazione permanente delle risorse umane della nostra impresa, valorizzando le professionalità e i talenti di ognuno.
Oggi essere generativi per il nostro territorio si riassume in tre ambiti di attività.

Agricoltura come leva di economia di relazione
La partecipazione alla rete d’impresa TERITORI ci permette di sviluppare una concreta economia di relazione, rivolta a una comunità sensibile ai principi dell’agricoltura naturale e della permacultura, elementi indispensabili per affrontare il tema più importante del tempo che viviamo, il cambiamento climatico.
TERITORI è nata dall’unione di sette aziende con l’intento di promuovere i prodotti realizzati con materie prime locali e con sistemi di produzione rispettosi della terra, dell’ambiente e del lavoro delle persone. L’obiettivo è sensibilizzare le persone alla scelta di alimenti sani e naturali (dai formaggi alla carne, dalla farina alle conserve ai succhi) di prodotti ecologici e salubri, legati alle peculiarità e alle risorse del nostro territorio, attraverso il recupero di tradizioni e antichi saperi. Il tutto per costruire un rapporto di fiducia e di conoscenza reciproca con chi acquista e consuma.

Il bosco come insegnamento sociale
Sul nostro territorio abbiamo un maestro che ogni giorno ci insegna qualcosa: il bosco. Come ha spiegato Stefano Mancuso, il mondo vegetale è capacità di resilienza, cooperazione, mutualismo. Sono le stesse idee da cui è nato tre anni fa il progetto Si parte dal bosco, che unisce il territorio biellese e quello canavese, culla del progetto di Adriano Olivetti.
Anche questa è una rete di imprese. Ne fanno parte la Cooperativa Valli Unite del Canavese e la Segheria Valle Sacra per dare vita a una filiera biologica forestale. L’idea è partire dal bosco e arrivare alla casa, coniugando in ogni passaggio cura e sostenibilità economica, sociale e ambientale dell’intervento.
La rete ha ideato un sistema costruttivo a telaio in legno piemontese particolarmente duttile negli interventi di ristrutturazione e ampliamento di edifici già esistenti o nuovi. Il senso non è solo estrarre e usare in modo sostenibile il legname. Attraverso il progetto Si parte dal bosco, tutti noi apprendiamo dall’intelligenza evolutiva del mondo vegetale un modo di organizzare la vita e le attività della nostra collettività. In questo senso, il bosco – parte essenziale del nostro territorio – ci indica una strada.

Dall’edilizia all’accompagnamento all’abitare
Da queste filiere – agricola e forestale – trae oggi vitalità ed energia la nostra attività originaria, quella legata all’edilizia da cui siamo nati. Negli anni, azioni e attività si sono spostate dall’idea di casa a quella più ampia e generativa dell’abitare. La relazione e la comunità sono diventate cuore di ogni nostro progetto, insieme alla ricerca di un’ecologia sempre più integrale e integrata nelle nostre vite. Gli impatti ambientali del nostro operare si sono intrecciati sempre più saldamente con quelli sociali, grazie anche agli incontri generativi di questi ultimi anni con la Scuola di Economia Civile e con il mondo dell’agricoltura biologica.
La sostenibilità fondata sul risparmio energetico e sull’uso di materiali naturali e a filiera corta si è fatta strumento al servizio di un senso di comunità per noi più profondo, legato al bisogno di ridare vita al nostro territorio, di coltivare relazioni importanti con i fruitori dei nostri servizi.

Abbiamo scelto di affrontare così le urgenze del nostro territorio legate al ri-abitare e al recuperare il ricco patrimonio immobiliare esistente in stato di abbandono (dai borghi alle cascine, dalle abitazioni agli edifici industriali, dai boschi alle vallate alpine) cercando di fondere ascolto, progettazione, esecuzione, innovazione in un continuo scambio e confronto tra chi progetta, costruisce e commissiona.

Il progetto che meglio sintetizza il nostro approccio nasce da un sodalizio con Caritas Biella. È l’esperienza di Casa Torrione, un Condominio solidale che ospita due centri di accoglienza per donne in difficoltà, un alloggio destinato al Volontariato Internazionale, e in un prossimo futuro anche degli appartamenti destinati al Dopo di noi. E’ un modello di esperienza di abitare collaborativo. È qui che hanno sede gli uffici della Cooperativa Edilcasa e uno spazio di co-working in cui lavorano alcune realtà del territorio con cui condividiamo un nuovo modello di sviluppo sociale, etico e sostenibile del nostro territorio. È stato aperto anche uno spaccio popolare, con prodotti provenienti dalle Cooperative sociali e dai Carceri di Biella e Verbania.

Continuiamo a investire molte energie sugli accompagnamenti all’abitare, poiché sappiamo da sempre che la casa non è un oggetto-luogo dove vivere l’ambito familiare e non può essere un refettorio o un dormitorio, individuale o meno che sia. Abitare è una opportunità attiva di vivere la vita, di generare relazioni costruttive capaci di fare esprimere i nostri talenti, in armonia con il tono ambientale che ci circonda.

Pensiamo di poter affermare alla luce di questo cammino che il fare rete tra tante realtà imprenditoriali micro e macro dei nostri territori è la risposta per creare connessioni tra le economie locali e il mondo globalizzato. La direzione su cui lavorare è quella dei beni comuni, da sottrarre alla speculazione. La comunità che vogliamo costruire deve essere aperta e dinamica, nelle persone e nelle imprese che vi partecipano. È il modo per mettere in scala economie e risorse e dare risposte concrete all’economia della precarietà, dando opportunità di uscire dai propri recinti e fare tratti di cammino insieme. A partire dalla specificità di ogni territorio e di ogni esperienza occorre tenere vivo il senso di far parte di una comunità più ampia, che esiste già ma a volte non sa di esserlo.

Photo by Ed van duijn on Unsplash

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