La Costituzione del 2050

Maria Zagaria ha 17 anni e ha iniziato da poco a frequentare il quarto anno del liceo scientifico di San Cipriano d’Aversa, anche se vive a Casal di Principe, sempre in provincia di Caserta.

Nel 2019 il Presidente della Repubblica le ha conferito il titolo di Alfiere della Repubblica, “anche se io l’ho saputo solo nel 2020, a causa della pandemia”.

È andata che Maria, a 12 anni, a scuola, scrive come esercizio una lettera al suo sindaco. “L’insegnante ci esortò a specificare un desiderio, qualcosa che avrebbe migliorato il paese. Io chiesi che venisse aperta una biblioteca, che all’epoca non c’era. Ero e sono una grande appassionata di lettura”. I bambini di seconda media imbucano le lettere, ma nessuno si aspetta una risposta. “Invece il sindaco non solo aveva letto le nostre lettere, ma un giorno si presenta nella nostra classe, e ci promette che avrebbe aperto una biblioteca. Cosa che accadde in effetti nel 2018”. Da qui l’onorificenza del Presidente Sergio Mattarella.

“Da allora vivo quel conferimento come un’opportunità che mi è stata donata, e che io in qualche modo devo restituire agli altri. Ad esempio lo scorso anno ho coinvolto la mia scuola in un progetto di informazione sulla violenza domestica di cui sono entrata a conoscenza proprio grazie a un workshop dell’Associazione Nazionali degli Alfieri della Repubblica”.

Che cosa vuol dire avere 17 anni oggi?

“È una domanda importante, e bisogna articolare bene la risposta. Avere 17 anni nel 2021 è difficile, complicato, e non solo per il contesto scolastico che abbiamo dovuto affrontare a causa della pandemia. Il Covid ha cambiato tutto, ma non è solo questo. Oggi un ragazzo di 17 anni ha un certo timore del futuro; siamo in un’epoca di incertezza, o meglio -per non essere troppo pessimisti- di transizione. Transizione perché siamo passati da anni di relativa sicurezza allo spavento, soprattutto del dover affrontare più problematiche assieme: quella ambientale, quella sociale, quella di senso… È una condizione che sento mia e che vedo anche tra i miei amici, le persone della mia età che frequento.

Spesso tra di noi ci mettiamo a discutere di prospettive di vita futura, e per futuro intendo anche solo un paio d’anni -quando ad esempio dovrò scegliere l’università-. Sarà possibile fare tutto quello che voglio fare? Chi è più realista di me sente di più questa fatica. Ed è il tipo di persona che va maggiormente supportato”.

Come è il mondo degli adulti visto da 17 anni?

La mia è un’età particolare, gli adulti appartengono a un mondo che mi pare molto lontano, e per certi versi lo è davvero. Ma forse è anche la paura di crescere, che ci porta a pensare che siano mondi a parte, ancora molto distanti. Sono due modi di vedere il mondo e la vita molto diversi. Ma c’è necessità di riavvicinamento. Finché si pensa a due fazioni diverse non dialogheremo. Invece serve forse un compromesso”.

Il 25 settembre Maria Zagaria parteciperà al Festival di Ri-Costituente, a Morbegno (www.ri-costituente.it/il-festival). “Ri-costituente: la Costituzione del 2050” è un’iniziativa di valore civile e di inclusione sociale che ha le sue radici nei giovani: un laboratorio permanente nel quale ragazzi e ragazze giovanissimi provenienti da tutta Italia scrivono in maniera partecipata una Costituzione Italiana per il 2050, e un Festival che si tiene in un paese o una città dove è nato o vissuto un componente dell’Assemblea Costituente.

Maria sarà una delle testimonial che dialogheranno con oltre mille studenti collegati da tutta Italia, oltre a centinaia presenti in piazza.

“La costituzione è il pilastro su cui si basa la nostra civiltà. Ritengo che la nostra Costituzione non sia né sbagliata, tantomeno arretrata: contiene principi che non verranno mai meno. Tuttavia ci sono alcuni aspetti che mancano. È un po’ come se fosse giunto il momento di aggiornarla, di aggiungere, rielaborare.

Ad esempio va aggiornata in tema di inclusione sociale, o di sostenibilità ambientale. La mattina del 25 indicheremo una serie di parole attorno alle quali riflettere. Quella cui tengo di più è ‘valori’, ce l’ho impressa nella testa”.

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