Trent’anni fa Alain Ehrenberg, sociologo francese, diede vita a una vasta indagine sull’uomo contemporaneo che venne raccontata nel volume Le culte de la performance (1991) cui seguì nel 1995 L’individu incertain.
Nel 1998 viene pubblicata la parte conclusiva del lavoro, un libro ormai culto intitolato La fatica di essere sé stessi. Depressione e società (in Italia per Einaudi).
Incrociando le problematiche del sapere medico con l’analisi degli stili di vita, Ehrenberg suggerisce che la depressione è intrinseca, strettamente legata a una società come quella contemporanea, dove le norme della convivenza civile non sono più fondate sui concetti di colpevolezza e disciplina, ma sulla responsabilità e sullo spirito di iniziativa.
In un contesto in cui l’individuo è schiacciato dalla necessità di mostrarsi sempre all’altezza, la depressione non è che la contropartita delle grandi riserve di energia che ciascuno di noi deve spendere per diventare sé stesso.
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