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La forma dell’arte (frattale)


L’arte e la matematica sembrano due mondi distanti, ma in realtà strettamente interconnessi.
I frattali rappresentano un punto d’incontro tra le due discipline. Questi oggetti matematici sono spesso presenti nell’arte moderna e contemporanea, all’interno della quale i frattali rappresentano una fonte di ispirazione per molti artisti. Lo si nota bene nelle opere di Pollock che sovente sono caratterizzate da schemi frattali.

Gianni D’Anna e Haebel (Antonio D’Anna) sono due tra i più noti e produttivi rappresentanti del frattalismo Italiano. Abbiamo posto loro le stesse domande, ricevendo risposte diverse.

Qual è il suo frattale?

Haebel: Il mio frattale è molto particolare, ho elaborato un approccio personale e soggettivo al frattalismo scindendo i procedimenti in due fasi essenziali: lo studio al computer e la creatività alla tela.

Gianni D’Anna: Non ho preferenze per l’uno o l’altro, sebbene sia affascinato da tutti i frattali. Molti di essi presentano aspetti peculiari, spesso esteticamente molto interessanti e parte delle loro caratteristiche sono state fonte di ispirazione per alcune mie opere.

Da dove nasce la relazione tra arte e frattali? A quale urgenza artistica risponde?

Haebel: Dalla matematica all‘arte la transizione è stata quasi simultanea e mi ha permesso nuove modalità di Iavoro e possibilità espressive che mi conducono a una “diversa” filosofia della visione.
Con il computer, che utilizzo come strumento di studio e conoscenza, costruisco forme inedite e suggestive dalle quali realizzo pittoricamente i soggetti, filtrandoli attraverso l’esperienza, la sensibilità e la creatività.
ASPETTATIVE FRATTALI
X Sviluppo di nuove tematiche conseguenti all’attenzione rivolta alle teorie della nuova geometria di Benoit Mandelbrot.
Y Sperimentazione della realizzazione “manuale” di concetti mutuati dalla più sofisticata logica codificata (computer).
X Delineazione e riorganizzazione di codici interpretativi dell’aspetto della natura, scaturiti non dall’intuizione, ma dalla percorrenza della riflessione.
Y Riferimento e utilizzo di valori appartenenti a discipline scientifiche, in particolare al codice matematico.
X Polarizzazione del linguaggio espressivo capace di raggiungere risultati progettuali, non limitativi della capacità creativa.
HAEBEL 1990

Gianni D’Anna: Sin dalle origini, la mia arte è stata sempre incentrata su una personale ricerca sul mondo naturale e su una sua rappresentazione al di fuori dei classici schemi della geometria euclidea. L’incontro con i frattali è stato insieme innovativo, ma anche confermativo, di quanto avevo già fatto nella mia produzione artistica precedente. Infatti, molte delle mie opere già contenevano caratteristiche e tratti tipici del frattalismo. Lo studio dei frattali mi ha consentito di definire con più rigore l’insieme di principi e regole che formano la mia poetica artistica e di darle un quadro di riferimento ancor più saldo e preciso.

Quali sono le ‘regole’ -se ci sono- che portano alla creazione artistica attraverso l’utilizzo dei frattali?

Haebel: Le regole della creatività sono difficili da individuarsi a livello scientifico, sono misteriosi i percorsi, ma sappiamo solo che occorre molta fantasia e soprattutto AMORE. Per quanto riguarda l’attività artistica, attraverso l’uso dei frattali posso dire che occorre molta pazienza e competenza. Ovvero le mie 3C:
1. Conoscenza della disciplina
2. curiosità
3. casualità (che è la più essenziale per scoprire nuove possibilità)

Gianni D’Anna: Per quanto mi riguarda la creazione artistica non ha regole prestabilite, tuttavia, la geometria frattale offre un insieme di principi che possono tramutarsi in un linguaggio estetico ben definito e riconoscibile. Penso a concetti matematici come l’autosomiglianza, la dimensione frattale, l’omotetia, solo per citarne alcuni.

Esiste un metodo, legato alla corrente del frattalismo, che unisce tutti gli artisti che ne fanno parte? Un frattale nell’uso dei frattali…

Haebel: No! Assolutamente non esiste un metodo e colgo l’occasione per fare riferimento al libro che ho curato in dodici anni di Iavoro durante la mia ricerca sulla geometria frattale : “Fractus – L’estetica del frattale” – 1999 MUSIS (Museo della Scienza e dell’informazione Scientifica – Roma, Università “La Sapienza”).
In questo volume ho pubblicato un interessante carteggio e uno scambio di materiale intercorso con altri frattalisti che operano nel mondo dell’arte. I legami che ci accomunano sono la possibilità dell’applicazione sul piano estetico dei principi della nuova teoria e il fascino dei risultati artistici prodotti da tale trasposizione. Il materiale raccolto mi ha dato I ‘opportunità’ di fornire una panoramica di interventi e di approcci al frattalismo dei più eterogenei. C’è chi affronta il problema in modo metaforico, chi si accosta alle scienze con più attenzione, chi usa “media” tradizionali, chi sperimentali, chi elabora manualmente e chi raggiunge risultati creativi contecniche computerizzatemutuate dalla logica matematica.
Nel libro viene proposta una raccolta di testimonianze che tendono a chiarire come I’artista, in questi ultimi tempi, senta I’esigenza di un radicamento nella società, partendo da un’idea di progetto e di costruzione del nuovo, allontanandosi sempre più dalle influenze del passato. Il “nuovo” non va inteso come strumento per la trasformazione della realtà; questa volta è l’artista che cerca di conformarsi ad essa sperimentando e approntando adeguate metodologie. La documentazione raccolta comprende alcuni scritti di autorevoli personalità e materiali vari e non vuole essere certamente esaustiva, sia per la vastità della materia che per la perplessità di alcuni artisti a partecipare all’iniziativa, nonché per l’impossibilita di raggiungere tutti coloro che a me sconosciuti, svolgono analoghe attività.

Gianni D’Anna: Dunque, dal momento che i frattali possono essere generati con formule matematiche, molti artisti frattalisti utilizzano software specifici per l’elaborazione di frattali. Si limitano quindi a modificare qualche parametro e a scegliere un’immagine di loro gradimento tra quelle proposte dal software. Questo approccio non mi appartiene.
Lo studio dei frattali mi ha fornito, piuttosto, un insieme di principi che utilizzo come linee guida per la creazione artistica. Non creo avvalendomi del computer o sulla base di calcoli matematici, ma traggo ispirazione dalla realtà rappresentandola e filtrandola attraverso i principi della geometria frattale.
Ho sempre ricercato negli oggetti della natura significati e risposte alla mia curiosità di artista. Le conchiglie, gli insetti, i fossili, le bacche ed altro ancora, raccolti nei luoghi e nei tempi più disparati, sono diventati oggetto di studio e fonti di un’ispirazione artistica, che resta però sempre profondamente legata alla manualità.

Per approfondire:

Gianni D’Anna- http://www.giannidanna.com/

Haebel – Antonio D’Anna

https://archivioarb.blogspot.com/2018/10/lintervista-haebel-il-frattalismo.html

Immagine di copertina: ‘Camera luminosa’, scultura pluriambientale del 1997, Haebel – dalla locandina della mostra “Linguaggi estetici nell’attività frattalista” – marzo 2017 Roma

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