Le Fondazioni di Comunità sono enti non profit che attivano i diversi attori sociali di un territorio -organizzazioni non profit, istituzioni, imprese, singoli cittadini- per affrontare le sfide sociali, economiche e culturali che lo caratterizzano. Svolgono il ruolo di catalizzatori di risorse economiche, ma anche di idee, progettualità e visioni.
Quindi, le Fondazioni di Comunità raccolgono risorse economiche, mettono a punto strumenti per coinvolgere la comunità nella pratica del dono e si rendono protagoniste di iniziative sociali finanziando progetti di pubblica utilità.
Tra gli strumenti che le Fondazioni propongono ai donatori ci sono:
– i lasciti testamentari
– i fondi patrimoniali, per chi ha risorse ingenti e la possibilità di dar vita ad uno strumento dedicato a uno scopo specifico
– i fondi correnti, in risposta ad esigenze di sostegno ad una causa condivisa tra più soggetti
– il sostegno di singole progettualità
strumenti che vengono impiegati esclusivamente per raggiungere finalità di interesse della comunità al fine di migliorarne la vita.
Il loro radicamento in un territorio ben definito identifica le Fondazioni di Comunità come un attore in grado di ascoltare i bisogni autentici di chi vive quel territorio e di costruire capitale sociale, fiducia, competenze e capacità nella comunità, con la comunità e per la comunità.
Nate nel 1914 negli Stati Uniti, oggi ci sono più di 1800 fondazioni di comunità in tutto il mondo.
In Italia sono nate nel 1998 su volontà di Fondazione Cariplo che insieme a Compagnia di San Paolo e a Fondazione con il Sud hanno moltiplicato l’esperienza dando vita a 37 Fondazioni di Comunità.
Data la loro forte identità locale, ogni Fondazione ha caratteristiche e modalità di intervento proprie: abbiamo incontrato Giuseppe La Rocca, Direttore Generale di Fondazione di Comunità di Agrigento e Trapani, che ci ha raccontato l’esperienza della Fondazione nel territorio siciliano.
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Qual è oggi il plusvalore delle Fondazione di Comunità di Agrigento e Trapani come si differenzia dalle altre?
Il nostro scopo è riattivare il territorio, costruendo reti fiduciarie, prendercene cura e farle cresce.
Per farlo è essenziale provare a inserire nella Fondazione soggetti molto diversi fra loro: Terzo Settore, pubblica amministrazione, imprenditori, aziende.
Sicuramente non si può dire che esista un modello standard di Fondazione di Comunità -basta guardare le differenze che intercorrono tra i territori italiani e se ne comprende il motivo- ma c’è un obbiettivo condiviso, che è quello di mobilitare le comunità in tutte le sue componenti.
Se confrontiamo le 6 fondazioni di Comunità del Mezzogiorno, nate all’interno del programma di sostegno promosso da Fondazione CON IL SUD, possiamo notare come differiscano tra di loro, perché dislocante in territori diversi con esigenze e funzionalità differenti.
Quando ci siamo costituiti era chiaro che non saremmo potuti essere come una Fondazione di comunità della Lombardia o di qualsiasi altra Regione per due motivi: le risorse economiche e il contesto socio-economico.
Le Fondazioni di Comunità sono gli Enti del Terzo Settore più vicino ai territori e ai suoi abitanti, quindi tra i primi a cogliere le esigenze di una data porzione di territorio. Quali bisogni riscontrate a Trapani e Agrigento e come riuscite ad ascoltarli?
Il bisogno principale che abbiamo riscontrato è stato quello di abbattere l’alto tasso di disoccupazione giovanile e arrestare la fuga del capitale umano al Nord e all’estero. Di conseguenza le attività promosse dalla Fondazione hanno cominciato a ruotare intorno a questa esigenza.
Una Fondazione di Comunità non può cambiare le sorti politiche, economiche, sociali e istituzionali di un determinato contesto, però può dimostrare che le cose possono essere fatte in maniera diversa rispetto a come fatto fino ad allora. Inoltre, se si trova un’amministrazione lungimirante, si possono testare delle policy e, perché no, creare modelli replicabili e scalabili.
Per rispondere concretamente al bisogno, oltre a progetti educativi, abbiamo investito molto sulla costruzione di nuove imprese sociali che hanno lo scopo di lavorare sui temi della coesione dei territori e dell’attrattività di giovani con capitale umano rilevante.
In questo modo la Fondazione di Comunità diventa una piattaforma collaborativa attraverso la quale costruire alleanza nuove per lo sviluppo dei territori sia in termini sociali che economici.
Il vostro agire si basa sullo slogan “Azioni locali per le sfide globali: agire con una comunità di riferimento ma con lo sguardo altrove”. Come si concretizza questo?
La nostra Fondazione lavora con la stessa filosofia di un Giardino Pantesco: costruire dei sistemi di protezione in un contesto molto difficile. Per fare questo è stato essenziale costruire alleanze locali ed extra-locali, sia in termini di risorse economiche aggregate, sia in termini di competenza, know-how, relazioni, contatti che abbiamo cercato di costruire fin dall’inizio.
Creare una rete aperta permette di avere un respiro molto più ampio per portare valore aggiunto al territorio; nell’ultimo anno abbiamo lavorato tantissimo al consolidamento di reti e alleanze europee, partecipando a bandi Erasmus e altri progetti europei. Per noi l’apertura è fondamentale per non far implodere l’organizzazione su sé stessa.
Quest’anno la Fondazione ha pubblicato il suo primo Bilancio Sociale: quanto è importante rendicontare al territorio?
Nonostante non fosse dovuto, ci sembrava doveroso restituire alla nostra comunità i risultati dei primi anni di attività.
Per il territorio la rendicontazione diventa importante anche per mostrare un approccio diverso, di trasparenza: quando questa viene a mancare subentra la cultura del sospetto, noi invece siamo convinti che la disponibilità ad essere chiari può portare alla creazione di rapporti solidi e stabili.
Inoltre, pensiamo che il Bilancio Sociale sia utile anche per implementare la raccolta fondi: con questo strumento riusciamo a raccontarci sia con le organizzazioni che già sostengono la Fondazione sia anche con le nuove realtà con cui vogliamo stringere sinergie.
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