Nessun altro animale dipende dalla narrazione quanto l’essere umano. Questo strano comportamento, che ci porta a mettere al centro della nostra esistenza anche cose che non esistono, è innato e antichissimo. Jonathan Gottschall -docente di letteratura inglese al Washington & Jefferson College- ha studiato la questione nel suo L’istinto di narrare (Bollati Boringhieri, 2014) e ha un’idea originale e affascinante per spiegare come si sia sviluppata questa strana abilità. Si parte dai bambini, che con le loro fantasie a occhi aperti esplorano mondi alternativi che sarebbe troppo rischioso vivere in prima persona, ma che risulteranno utilissimi nella vita reale, fino ai romanzi e ai film, che contribuiscono a cementare una morale comune che permette alla società di funzionare col minimo possibile di contrasti.
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