In media, nell’Ue il tasso di occupazione degli uomini è più alto di quello delle donne (74 % e 63 % rispettivamente nel 2019). È comunque interessante notare che il divario tra il tasso di occupazione delle donne e degli uomini aumenta con il numero di figli. Nell’Ue nel 2019, il tasso di occupazione per le donne senza figli è il 67 %, mentre è il 75 % per gli uomini. Con un figlio, il tasso aumenta al 72 % per le donne e all’87 % per gli uomini. Per le donne con due figli, il tasso rimane quasi invariato al 73 %, mentre quello degli uomini aumenta al 91 %. Per le persone con tre o più figli, il tasso di occupazione diminuisce al 58 % per le donne, mentre per gli uomini è dell’85 %. Questa struttura si osserva nella larga maggioranza degli Stati membri.
Un aspetto importante della conciliazione fra gli impegni di lavoro e la famiglia è il lavoro part-time. Tuttavia, questa tipologia non è presente in modo uniforme tra le donne e gli uomini: nell’Ue nel 2019, il 30 % delle donne occupate lavora part-time, contro il l’8% degli uomini. Inoltre, sono presenti alcune differenze tra gli Stati membri, con le quote più alte di donne in part-time nei Paesi Bassi (75%), Austria e Germania (47%) e Belgio (46%) e di uomini nei Paesi Bassi (28%), Danimarca (15%) e Svezia (13%). Le quote più basse di occupati in part-time si osservano in Bulgaria (2% sia per le donne che per gli uomini).
Nell’Ue nel 2019, il tasso di disoccupazione è il 7 % per le donne e il 6,4 % per gli uomini. In quindici Stati membri, il tasso di disoccupazione è più alto per le donne, in undici è più alto per gli uomini e in Olanda è uguale. Nei Paesi dove il tasso di disoccupazione è maggiore per le donne rispetto agli uomini, le differenze più ampie si riscontrano in Grecia (21,5 % per le donne e 14 % per gli uomini) e in Spagna (16,0% e 12,5%). Nella situazione opposta, con tassi di disoccupazione inferiori per le donne rispetto agli uomini, le maggiori differenze si osservano in Lettonia (5,4 % per le donne e 7,2% per gli uomini) e in Lituania (5,5% e 7,1%).
In campo lavorativo, gli uomini occupano generalmente posizioni più elevate delle donne. Ad esempio, un terzo (33 %) dei manager nell’Ue nel 2019 erano donne. La percentuale di donne in questa posizione non supera il 50 % in nessuno degli Stati membri: la quota maggiore si osserva in Lettonia (46 %), Polonia (43 %), Svezia e Slovenia (entrambe 40 %), Bulgaria, Lituania e Ungheria (tutti al 39 %). All’opposto, le percentuali più basse si trovano a Cipro (21 %), in Lussemburgo e Croazia (entrambe 26 %), Paesi Bassi (26 %), Repubblica Ceca, Danimarca e Paesi bassi (tutti al 27 %).
(Fonte: Istat/Eurostat 2021)
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