Materiali eterogenei, modi diversi di stare nel presente e di trasformare segnali in direzioni praticabili.

Gregory Bateson – Verso un’ecologia della mente (Adelphi, 1977)
Un testo che continua a interrogarci sul modo in cui pensiamo le relazioni, i sistemi, le connessioni. Una lettura esigente, che invita a spostare lo sguardo dalle singole parti ai legami che le tengono insieme, e che aiuta a coltivare un pensiero capace di tenere la complessità senza semplificare.

Fare orto delle nostre vita – Intervista a Chandra Candiani, Animazione sociale (2023 – articolo disponibile in abbonamento)
Candiani ci ricorda che l’incontro con l’altro passa dal conflitto abitabile e dalla possibilità di dirsi, senza compiacimento né violenza. Una riflessione che risuona con il modo in cui pensiamo la biodiversità organizzativa e la relazione consulenziale: non come somma di differenze, ma come spazio da coltivare.

Mafe de Baggis, Avanti veloce (il mondo visto da un futuro) – Storytelling Festival 2025
Mafe de Baggis tiene insieme ironia, rabbia e lucidità, mostrando come prendere parola non sia un gesto accessorio, ma una scelta che espone e orienta. Comprendere non è contemplare in silenzio: è esporsi, dire, stare nel presente senza arretrare, assumendosi il rischio della voce.

Al Jerrau, My favourite things
Cosa ci rimette in movimento quando tutto sembra irrigidirsi? L’azione non nasce solo dal dovere o dalla necessità, ma da ciò che amiamo e possiamo coltivare. Un richiamo allo slancio come energia desiderante, capace di aprire possibilità anche nei contesti più compressi.
Queste proteine sono collegate alla nostra newsletter di gennaio 2026. Scoprila qui.
Immagine di copertina Kira Auf Der Heide @Unsplash
In questa pagina, dall’alto al basso: copertina del libro di @Adelphi, Zoe Richardson @Unsplash, fotogramma dal video pubblicato su YouTube, copertina dell’album pubblicata su YouTube.