Occuparsi di infanzia ascoltando le frequenze profonde della comunità, e accordando le azioni ai bisogni. L’esperienza della cooperativa Specchio Magico di Monte Marenzo (Lecco)
di Rocco Briganti, direttore generale di Specchio Magico
Specchio Magico è una creatura. Nelle varie interpretazioni possibili del termine. Perché piccola, perché preziosa, perché generata/generativa/generante, perché vive con una logica alle volte ingenua nel suo profilo etico e perché sente come responsabilità “come stare dove sta”.
Il rapporto con il territorio per noi è un costante tentativo di accordo, musicalmente parlando. Un tentativo di sintonizzazione e nel contempo di arricchimento attraverso qualche azzardo, qualche uscita dallo spartito.
Il territorio è legame con le persone e a quel punto territorio diventa ogni luogo, ed è per questo che siamo legati alla logica della responsabilità verso il come stare dove stiamo. Ogni luogo e ogni NON luogo ci insegna la pedagogia e ci insegna il COVID-19 con il proliferare dello smart working. I non luoghi dell’educazione diventano in questo periodo anche i non luoghi fisici, più semplicemente, luoghi delle idee, che non hanno necessità di contenitori ma hanno bisogno di cornici per potersi realizzare, concretamente. Ecco noi lavoriamo così e questa forma mentis ci ha orientati immediatamente, bussola dell’emergenza odierna.
Essere responsabili verso significa soprattutto, per un ente come il nostro, non limitarsi a suonare sempre le stesse note perché sono riconoscibili, ormai gradite, a volte scontate e quindi funzionano. Il territorio è un recettore e nel contempo è un forte richiedente che va ascoltato e alle volte accompagnato nell’espressione del proprio bisogno. In alcuni casi, lavorare bene significa anticipare processi cogliendo percorsi germinali e direzioni.
Abbiamo reagito subito, come consuetudine per noi, proiettandoci da subito sul dopo. Nonostante i continui cambi di scenario e di normativa abbiamo continuato a spingere verso un pensiero che ci facesse prefigurare, giocando anche un po’ a cogliere possibili orizzonti, cosa avremmo dovuto fare alla ripresa e per la ripresa. I nostri servizi si sono riorientati, per la quasi totalità, verso nuove modalità e interventi. La grande qualità degli operatori unita ad una discreta capacità progettuale ci ha consentito di accogliere le urgenze dei nostri committenti, orientarle verso rimodulazioni vere e proprie e non accomodamenti di emergenza, con l’obiettivo di innovare i processi di lavoro, focalizzarsi sulla dimensione emozionale e di vissuto, nostro “territorio di lavoro”, e costruire da lì una serie di nuove idee per i prossimi mesi.
Tempestività, creatività e capacità di analisi e sintesi ci hanno portato ad essere un forte riferimento per il territorio che ci ha sempre più coinvolto e sempre più ha stretto un patto di corresponsabilità riguardo i nostri temi. Ci riempie di orgoglio vedere come, laddove si affaccino nuove opportunità, il territorio abbia tra i suoi primi pensieri chiedere cosa ne pensa Specchio Magico. Nella nostra logica il restare “liberi e sostenibili” comporta dover rinunciare a tante opportunità di maggiore redditualità per un approccio più qualitativo e identitario.
Piccoli e vivaci. Ciò significa però che i confini non li definisce la geografia territoriale. I confini li danno i temi di lavoro, il know how, le competenze e l’innovazione. Specchio Magico innova. Questo concetto è molto abusato e spesso non rappresenta altro che procedure rivisitate spacciate per innovazione. Innovare per noi è guardare a ciò che non c’è, inventarlo e renderlo possibile, concreto, reale, moltiplicabile, fruibile. In questo momento stiamo formando sui temi di abuso e maltrattamento i servizi alla prima infanzia di tutto il territorio provinciale con oltre cento iscritti, una forte presenza in termini di rappresentanza territoriale, gratuitamente per gli enti beneficiari, grazie ad un progetto con un partenariato pubblico di livello regionale. Innovazione, cultura e crescita.
Questo incide sulla progettazione che sempre più guarda all’Europa e a collaborazioni con network tematici mondiali, ad un modo di approfondire i nostri focus professionali decostruendo il consueto e alle volte scontato spesso, seppur faticosamente e non sempre volentieri.
Per incidere però sui processi trasformativi serve un equilibrio tra territorio e studio. Serve studiare, aggiornarsi, apprendere, formarsi. Specchio Magico da questo punto di vista investe tantissimo e le reti internazionali in cui siamo inseriti, alcuni ruoli personali dei soci, la credibilità e stima nazionale e non solo consente alla nostra cooperativa un costante processo evolutivo con forti riflessi sul territorio. Ci consente di guardare al “come stare dove stiamo” attraverso prospettive di livello e analisi alle volte molto distanti giocando sul binomio vicinanza/distanza a noi tanto caro. Nei Porcospini di Schopenhauer la troppa vicinanza è letale così come la distanza. Un corretto bilanciamento diventa equilibrio e per stare in equilibrio serve tanta forza.
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