Siamo abituate a pensare l’audacia come una forma di iniziativa, dove chi è audace agisce, decide, prende in mano la situazione.
E poi c’è una forma di audacia che è quella dell’accogliere, invece di controllare – la stessa che ci ha raccontato Andrea Loreni (qui). Quella di chi lascia che le cose accadano e si dispone a starci dentro, senza sapere come andrà a finire.
Chi accoglie rinuncia al controllo, ma non alla responsabilità di ciò che sceglie di lasciare andare o entrare nella propria vita.
Shantaram di Gregory David Roberts (2003) racconta di un uomo evaso dal carcere che si rifà una vita a Bombay, tra strade e quartieri che non aveva previsto di abitare. Le avventure fanno da sfondo a un protagonista che accoglie ciò che gli succede e si lascia guidare dall’istinto, avendo perso ogni controllo nel momento in cui è diventato un fuggitivo. All’inizio non ha nulla da perdere. Ma via via che si integra nella vita della città, quel nulla si riempie: nascono amicizie, l’amore, si costruiscono legami. Eppure continua a muoversi allo stesso modo, lasciandosi attraversare dagli eventi anche quando ha, finalmente, qualcosa da perdere.
Abbiamo parlato di questo libro a pranzo con l’équipe. È da questi scambi che spesso nascono collegamenti, riflessioni e spunti che ritornano nel nostro lavoro – e nella nostra newsletter.

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Immagine Ahmend Zayan @Unsplash