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La nostra newsletter di agosto assume una forma un po’ diversa dal solito. Durante questo periodo di vacanze (che sono attese e meritate) disponiamo di meno tempo da dedicare alle interviste, agli incontri e agli scambi, poiché ci richiedono una certa quantità di risorse e di energie. Così utilizziamo questo momento per osservare e riflettere su quanto abbiamo condiviso nei 12 mesi appena passati.

Ci concediamo l’occasione di ripensare al percorso.

Se ogni mese monitoriamo cosa viene letto e cosa sollecita maggiormente una risposta di voi lettori (oggi siete 7.963), è proprio durante la pausa estiva che recuperiamo quei contenuti che hanno avuto un po’ meno successo secondo le nostre statistiche, ma che per noi sono stati significativi. Così, in questa newsletter estiva ritorniamo ai confini, pensiamo all’impatto – anche quello che le nostre scelte di vita creano ogni giorno – e alle intenzioni. Torniamo a riflettere sulla progettazione e sulla buona comunicazione.

Nell’esercizio del guardarci indietro troviamo sempre anche quel filo che ci ha guidato nel percorso, il leitmotiv che si rivela in modo evidente solo quando riconsiderato a posteriori. Perché è dalle storie e riflessioni che nascono nel nostro quotidiano che scegliamo ogni mese cosa raccontare e su cosa riflettere. Ma è nel lungo termine che vi troviamo una direzione, non definita a priori e che acquisisce significato nel tempo. Così, se lo scorso anno abbiamo esplorato il cambiamento, quest’anno è sicuramente l’Ascolto il binario che abbiamo percorso.

L’Ascolto è il nostro metodo di lavoro – il nostro frattale. Ma non solo: in questa newsletter ascoltiamo le voci di coloro che incontriamo lungo il cammino. I temi che selezioniamo provengono da un ascolto attento di persone e situazioni. Crediamo fermamente che ascoltare sia un’azione, anche molto concreta, a tratti rivoluzionaria, capace di generare cambiamento.
È uno strumento necessario alla risoluzione dei conflitti, che permette di attraversare il punto di vista degli altri per cercare soluzioni innovative. L’ascolto ci consente di apprendere esplorando la conoscenza degli altri, spingendoci a farne buon uso. Nutre le nostre ispirazioni grazie a nuove idee, talvolta lontane dal nostro sguardo, che ci alleniamo a cogliere e a metabolizzare. Ascoltare ci guida attraverso una migliore comprensione del mondo che ci circonda.

In questa fine estate ci ripromettiamo allora di trovare -e ritrovare- sempre il tempo per ascoltare. Nel nostro lavoro e nella nostra quotidianità vogliamo lasciare spazio all’ascolto di noi stessi e degli altri. Perché ascoltare è accogliere, agire e costruire.

Buona fine estate e buoni inizi.


Foto Rishabh Dharmani@Unsplash

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